LA PATOLOGIA DEL RACHIDE CERVICALE E
DELL’ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE
Il sintomo con cui si presenta il cittadino da noi è il dolore al collo,
spesso con irradiazione al braccio e alla nuca.
I quadri con cui si presenta
il cittadino da noi sono fondamentalmente:
·
Una
situazione post-traumatica generalmente da incidente stradale dopo aver fatto
una consulenza presso un Pronto Soccorso Ospedaliero.
·
Una
situazione di dolore muscolo-scheletrico cronico a livello del rachide
cervicale che il paziente stesso ha “etichettato” come artrosi cervicale.
La
patologia post-traumatica
E’ una patologia purtroppo frequente vista la alta frequenza di incidenti
stradali in rapporto all’aumento del traffico cittadino,
colpisce spesso giovani,
le evidenze riguardo al management
di tale patologia non sono tante,
può portare a situazioni di dolore cronico spesso difficili da gestire
soprattutto se si sovrappongono a sindromi algiche precedenti come la
fibromialgia.
Il cittadino si rivolge al Medico di Medicina Generale, generalmente,
dopo una consulenza presso un Pronto Soccorso ospedaliero, dove sono stati
fatti gli accertamenti radiologici per escludere fratture (almeno Rx del
rachide in proiezioni standard e trans-orale) e nei casi più frequenti (grado
I° e II° ) e meno gravi con una prognosi di pochi giorni e con il consiglio del
Collare Cervicale.
Ma il Medico di Medicina Generale si pone delle domande:
·
E’
corretto consigliare il riposo e l’uso del collare cervicale o no?
·
E per
quanto tempo?
·
E’
corretto inviare subito al fisiatra per un trattamento riabilitativo?
·
I FANS
e i Miorilassanti sono veramente utili?
·
Quando
un quadro si può dire stabilizzato e pertanto valutabile in sede medico-legale
per la quantificazione del danno biologico?
Le risposte che sono state date dai vari relatori
hanno sottolineato la persistenza di poche evidenze in proposito e molte aree
grigie. I traumi da colpo di frusta del rachide cervicale minori hanno un
andamento temporale con un picco della sintomatologia di alcuni giorni, ma la
sintomatologia e la limitazione funzionale può durare fino a 120 giorni.
Pertanto la valutazione medico-legale può richiedere anche un intervallo di
tempo di questo tipo.
C'è comunque un accordo sulla limitazione nel tempo
della immobilizzazione, sia con l'uso di collari morbidi che limitano soltanto
il movimento, sia limitando il loro uso ad alcuni giorni (almeno nei casi
minori). L'uso dei miorilassanti non è consigliato, e ci si dovrebbe limitare
all'uso di antidolorifici e FANS.
La consulenza fisiatrica sembra comunque utile
perché esercizi di kinesi specifica con movimenti che ripristinano la normale
motilità del collo, insegnata dai fisioterapisti, sono da considerare una
terapia e ci sono evidenze di un recupero più rapido.
Dolore
cronico al rachide cervicale
·
Patologia
molto frequente: dati di letteratura ci dicono che dal 30 al 50% degli adulti
ne hanno sofferto nel corso della vita, e
se pensiamo alla nostra attività quotidiana non siamo lontani da questi
numeri,
·
Il
paziente viene già con in testa la “sua” diagnosi di “artrosi cervicale” (anche
a vent’anni) chiedendo perciò se ci sono terapie nuove per l’artrosi,
·
Generalmente
ammette di aver già provato diverse terapie fisiche, e anche terapie non
convenzionali, ma di non aver risolto la situazione definitivamente.
Pertanto il cittadino si presenta dal Medico di Medicina Generale con
poche aspettative nei confronti della diagnosi, se non la quantificazione
radiologica delle alterazioni, molte aspettative nei confronti della terapia
farmacologica o della terapia fisica per il controllo del dolore, pochissime
aspettative da un programma di riabilitazione posturale che li coinvolga in
modo attivo.
Ed è proprio qui il problema, perché il paziente è poco disposto a
pensare che essere coinvolto in modo attivo in un programma di attività fisica
e di modificazione della postura e del suo stile di vita, sia effettivamente
utile per migliorare la sua situazione di dolore cronico.
Il Medico di Medicina Generale, quindi, soprattutto in situazioni di
dolore cronico al rachide cervicale, deve essere il regista di un approccio
multidisciplinare.
Importanza delle posture:
certamente è importante una attenta anamnesi lavorativa, delle abitudini
di vita e della gestione del tempo libero, ma i programmi multidisciplinari di
intervento riabilitativo, sociale e lavorativo che comunque richiedono tempi
lunghi e impiego di risorse, servono?
A differenza del dolore lombare cronico, nel dolore cronico al collo e
alle spalle nei lavoratori adulti, esiste una evidenza scientifica molto limitata
della efficacia dei programmi multidisciplinari biopsicosociali di
riabilitazione, anche per la limitata qualità degli studi.
Cochrane
Library, issue 1, 2003
29
aprile 1999
Ma il benessere della persona, non è solo cura delle malattie. E’
esperienza comune che intervenire sulla sfera emotiva incoraggiando attività
che siano gratificanti, intervenire sulle posture insegnando ad evitare quelle
sbagliate serve a ridurre quanto meno la limitazione e il disagio che il dolore
cronico al collo comporta. Resta però il problema della difficoltà a conciliare
i tempi e le risorse che occorrono per
garantire interventi di questo tipo in una patologia frequente.
La possibile soluzione è cercare alleanze:
una possibilità, vista la frequenza del problema, è l’alleanza con
servizi socio-sanitari (attività motorie per la terza età organizzate da tanti
Comuni, società e circoli sportivi e/o ricreativi) attraverso il coinvolgimento
dei Comitati Consultivi misti in programmi scientificamente efficaci e
condivisi.
Comunque occorrono studi di buona qualità come sottolineato dal gruppo di
revisione della Cochrane Collaboration, che valutino l’efficacia degli
interventi sulle posture assunte durante il lavoro, e in questo il Medico di
Medicina Generale deve avere una buona collaborazione con i Medici del Lavoro.
Ma il motivo che porta il cittadino a rivolgersi al medico è comunque il
sintomo dolore, e altrettanto spesso il cittadino si rivolge
all’automedicazione e viene da noi dicendo : ho già fatto tutto ciò che c’è in
giro, adesso lei cosa mi propone?
Per
cui è importante fare chiarezza su efficacia antalgica e effetti negativi dei
farmaci, soprattutto sulla differente gastrolesività dei FANS e sul fatto che
si sfrutta solo l'effetto antidolorifico e non quello antinfiammatorio, quindi
di prima scelta continuano ad essere gli antidolorifici.
Ma
vista la grande diffusione delle terapie non convenzionali, è legittimo
chiedersi: sono efficaci o no?
L'agopuntura è usata spesso in occidente per la cura del dolore cronico.
Per cui ci chiediamo è efficace nel dolore cronico al rachide cervicale?
Un RCT condotto in Germania su 177 pazienti tra i 18 e gli 85 anni con
dolore cronico al collo ha confrontato l’efficacia di tre regimi
terapeutici:
·
agopuntura
56 pazienti
·
massaggio
convenzionale 60
pazienti
·
placebo
(agopuntura con laser simulato) 61
pazienti
durata
del trattamento tre settimane
Criteri
di inclusione:
·
limitazione
dolorosa ai movimenti del rachide cervicale
·
presente
da almeno un mese
·
che
non avevano ricevuto altri trattamenti nelle due settimane precedenti lo studio
Criteri
di esclusione:
·
pazienti
che hanno indicazione chirurgica
·
pazienti
con dislocazioni, fratture o deficit neurologici
·
pazienti
con malattie sistemiche o controindicazioni al trattamento
Risultati
End point era il dolore correlato al movimento valutato con la scala di
VAS una settimana dopo la fine del trattamento.
Hanno avuto una riduzione del dolore >50% rispetto al basale:
·
gruppo
agopuntura: 29/51 (57%)
·
gruppo
placebo: 18/57 (32%)
·
gruppo
massaggio 14/57 (25%)
Differenze ancor più significative a favore dell’agopuntura si avevano
nel sottogruppo di pazienti che avevano dolore cronico da più di 5 anni e in chi aveva una sindrome dolorosa
miofasciale.
Valutando i risultati dopo 3 mesi le differenze tra i tre gruppi erano
molto minori e non significative.
Le conclusioni degli autori sono che:
l’agopuntura e’ efficace a breve termine, ma esistono limitate evidenze
della sua efficacia a lungo termine nel dolore cronico del rachide cervicale
Dominik Irnich el al BMJ : 322;
30 giugno 2001
La
revisione sistematica di EFFECTIVE HEALTH
CARE del novembre 2001 giunge alle stesse conclusioni:
·
In
Occidente l’Agopuntura è più comunemente usata per il trattamento del dolore
cronico, particolarmente quello muscolo-scheletrico,
·
la
maggior parte degli RCT che valutano la efficacia della Agopuntura sono di
scarsa qualità,
·
le
evidenze in merito sono contraddittorie.
Pertanto la gestione a lungo termine del paziente con dolore cronico al
rachide cervicale è spesso difficile, perché coinvolge il concetto di
benessere, per cui è essenziale stabilire una corretta alleanza terapeutica tra
il medico di medicina generale e il paziente, senza nascondere le aree grigie
della ricerca, ma senza … abbandonare il cittadino ai “media” .
Relazione della dott.ssa Lina Bianconi
Medico di Medicina Generale
All'Evento Formativo : Patologia del rachide cervicale e della
articolazione temporo-mandibolare
Organizzato dalla Società Scientifica "Lazzaro Spallanzani" a
Reggio Emilia il 8/03/2003